Blizzard DOTA: Le reazioni. Amarlo od odiarlo?

Amarlo o odiarlo? questo è il dilemma.

Come era facilmente prevedibile, le rivelazioni in merito a Blizzard DOTA rilasciate lo scorso Blizzcon hanno terremotato il panorama dei titoli MOBA, o se preferite DOTA-like.
Per i più anziani di voi che stanno leggendo, mi verrebbe da citare Daniele Luttazzi quando a Mai Dire Gol una decina di anni fa presentava un fantomatico telegiornale in forma ridotta, “per venire in contro alle vostre capacità mentali“. Allo stesso modo la Blizzard, ha ben pensato di proporre un titolo non per i pro del genere, ma per i propri fans e per chi si affaccia per la prima volta a questo genere di giochi, una sorta di MOBA “in forma ridotta”. Pensare di accaparrarsi fans da DOTA 2 o LoL infatti sarebbe stata un’impresa ardua e la buona vecchia Blizzard, esperta nell’analisi del mercato almeno quanto brava a realizzare i videogiochi, ha preso di nuovo la mira giusta: puntare sopratutto sulle nuove leve dei MOBA e perchè no, con le sue innovazioni al genere, prendersi anche una piccola fetta dei vecchi giocatori che magari stanchi delle stesse meccaniche vorranno provare qualcosa di diverso ed apparentemente meno impegnativo.
Il risultato infatti è stato che i fans Blizzard attendono quasi tutti il gioco a braccia aperte. Chi ama la Blizzard mangia qualsiasi cosa questa gli proponga, esultando di fronte anche ad un MOBA “nerfato” ma con il solito inconfondibile stile grafico del marchio e facendo appello ad i ricordi chiamando in ballo eroi dei vecchi giochi. L’aver in parte o totalmente escluso dal gioco elementi che apparivano fino a pochi giorni fa meccaniche-chiave per un titolo MOBA, vedi l’aver tolto il deny, il last hitting, l’uso delle torrette, le build complicate degli eroi basate sulla scelta di molti oggetti e statistiche diverse per creare personalizzazioni uniche, ha schifato i puristi del genere ma sicuramente non sarà un problema per i fans della Blizzard che potranno finalmente giocare nelle vesti di Thrall o Sylvanas, o di quelli a cui la grafica di Starcraft II non dispiace affatto e la preferiscono a quella degli altri titoli DOTA-Like in circolazione. Senza contare neppure tutti quelli che cosa sia il last hitting, il deny e compagnia bella lo ignorano del tutto e metteranno piede per la prima volta in un MOBA proprio grazie a questo gioco, che godrà senz’altro della enorme cassa di risonanza che è il marchio Blizzard, associato oltretutto ad un titolo come Starcraft II.
Non ci scordiamo infatti che tutto è partito da Aeon Of Strife e da Dawn Of The Ancients, due mappe per Starcraft e Warcraft 3 che hanno riscosso un certo successo innescando il fenomeno MOBA/DOTA-Like. Chissà, se fossero state delle mappe per altri giochi meno conosciuti e giocati, anche presentando le stesse caratteristiche, forse adesso non saremo qua a parlarne ed il genere non avrebbe preso così tanto piede.


la reazione di due puristi del genere dopo aver visto il trailer di Blizzard DOTA

In questi giorni di attesa per DOTA 2, nuovi MOBA in lavorazione e l’aumento esponenziale del fenomeno LoL che continua ad espandere la sua userbase, le reazioni riguardo a Blizzard DOTA da parte degli amanti del genere sono tendenzialmente negative piuttosto che positive. Come detto sopra i puristi del genere sono per la maggior parte contrariati dal fatto che la Blizzard proponga un titolo nel cui nome appare il termine DOTA pur avendo falciato via alcune delle meccaniche che essi reputano alla base di un gioco DOTA-Like, ciò nonostante una parte di essi (non mi sbilancerò in percentuali inesatte) sta aspettando di provare il titolo prima di giudicarlo, non escludendo che quelle che potrebbero apparire adesso come mancanze si rivelino in realtà innovazioni divertenti o quanto meno alternative al classico modo di giocare questo genere.
Un altro grande scalino da superare è che la community “pro” a chiusura stagna dei MOBA, che non vorrebbe questo titolo neppure nell’elenco dei giochi del genere, fa perno sul fatto che i veri MOBA siano degli esports e quindi “devono” essere difficili, non alla portata di tutti. Blizzard DOTA proponendosi come il “MOBA for dummies” sembra essere in contrapposizione con l’idea che la maggior parte delle persone si è fatta riguardo gli esports.
Se in parte sono d’accordo con questa affermazione, da un lato non posso esserlo, perchè è anche vero che molti giochi avrebbero il potenziale per essere esports, ma non lo sono, nonostante questi siano largamente in grado di accontentare le richieste di cui sopra – vedi la difficoltà ed il non essere alla portata di tutti, richiedendo uno studio ed un esercizio continuo. Questo perchè un fattore importante da non trascurare è che aldilà della struttura del gioco e la sua predisposizione più o meno esplicita ad essere un esport bisogna anche che ci sia una community pronta a volerlo seguire come esport, ci vogliono siti e canali dedicati ad esso dove vengano trasmessi i suoi tornei con non soltanto molti team interessati a competere, ma anche centinaia di migliaia di possibili spettatori. Senza tutto ciò gli sponsors non si muovono per elargire un premio in denaro sostanzioso e quindi si viene a creare un circolo vizioso dove sempre meno persone saranno interessate a competere nel gioco X anche se gli piace più del gioco Y, ma preferiscono battersi per vincere 100.000 euro anzichè un buono pasto al bar di fronte a dove si svolge l’evento.
Tutte queste problematiche la Blizzard può risolverle in circa 3 secondi; non avrà bisogno nè di cercare sponsors, nè di inventarsi strutture o cercare palchi liberi in qualche fiera di videogames per organizzare un torneo di Blizzard DOTA, potendo usare semplicemente tutto ciò che viene già usato per gli scontri di WoW o Starcraft II. Pensate che infilando un torneo di Blizzard DOTA in mezzo a scontri importanti di WoW e SCII già garantirebbe un pubblico molto numeroso per i match.

Concludendo, Blizzard DOTA fa, al momento, letteralmente schifo almeno all’80% dei giocatori assidui dei più famosi MOBA/DOTA like in circolazione, mentre un buon 20% si riserva di provarlo prima di giudicare o pensa addirittura che le meccaniche stravolte o rimosse possano essere una ventata di aria fresca e che possa essere un titolo divertente. Cosa gioca veramente a favore di Blizzard DOTA è una massa non calcolabile in cifre di giocatori fuori dal contesto MOBA che esso attrarrà, vuoi perchè sarà una MOD di SCII, vuoi perchè si potrà giocare con gli eroi dei precedenti giochi Blizzard e vuoi perchè porta il marchio Blizzard a chiare lettere, persino nel titolo stesso. Come LoL ha attratto un sacco di nuovi giocatori nel mondo dei MOBA Blizzard DOTA farà altrettanto, attingendo direttamente dal bacino di utenza Blizzard, che vanta decine di milioni di giocatori. Se a tutto questo sommiamo il fatto che il gioco viene presentato come molto intuitivo, veloce, non difficile da imparare e giocare vien da sè pensare che una buona fetta dell’ondata di curiosi che proveranno il gioco “tanto per” resterà poi attiva.

Una di queste innovazioni la vedete qua sotto all’opera, si tratta di un boss che dopo essere sconfitto joina le fila del proprio team in battaglia, anzichè dare buff.

E voi che ne pensate? lo amerete o odierete? venite a parlarne sul nostro forum e nel caso vi piaccia l’idea cominciamo a gettare le basi per creare una community italiana di Blizzard DOTA.

Altri articoli sulla reazione a Blizzard DOTA apparsi su portali internazionali.
Un articolo su Blizzard DOTA di IGN
Un articolo su Blizzard DOTA di aeGamer

Blizzard DOTA: Anteprima parte 1: Riduzione dei problemi sociali

Grazie al Blizzcon conclusosi pochi giorni fa abbiamo avuto modo finalmente di scoprire parecchie informazioni su Blizzard DOTA.
In un precedente articolo avevamo mostrato il suo trailer pubblicato alla fiera, adesso invece parleremo del gioco vero e proprio grazie ad un articolo di approfondimento apparso direttamente sul sito di Battlenet.
Nell’analizzare tutto quanto è stato detto ho pensato di dividere l’articolo in tre parti, che verranno pubblicate nel giro di pochi giorni, questo sia per approfondire bene il tutto, sia per garantire la vostra attenzione su quanto leggerete evitando un articolo troppo lungo che finirebbe per essere soltanto scorso velocemente.
- Parte 1: Riduzione dei problemi sociali
- Parte 2: Campioni e Builds
- Parte 3: Mappe e Gameplay

Innanzitutto il motto che muove la realizzazione di Blizzard DOTA è “easy to learn, difficult to master”, ossia “facile da imparare, difficile da perfezionare” nel senso che il gioco sarà accessibile a tutti, rimuovendo molte delle meccaniche tipiche, ma anche poco intuitive, classiche dei MOBA. Allo stesso tempo non significherà che chi vorrà giocarlo ad alti livelli non potrà farlo, il gioco infatti offre diverse differenziazioni, le vedremo dopo nello specifico, che lo rendono un MOBA atipico e da scoprire nella sua originalità, pur mantenendo lo stesso stile ed elementi in comune con gli altri giochi di questo genere; vedi scelta di un campione, abilità, oggetti, torrette da difendere, obbiettivo principale da distruggere, team da 5 persone ed ovviamente delle mappe basate su quelle già viste negli altri giochi. Tutti questi elementi però hanno delle piccole o grandi variazioni rispetto alla norma, modifiche che hanno lo scopo di rendere i match più veloci ed il gioco in generale più immediato da capire e da giocare.

Riduzione dei problemi sociali.
Una delle cose più frustanti nei MOBA è sicuramente il giocatore di turno (noob) che non sa giocare o che pensa di saper giocare e ti insulta quando fai le cose giuste e lui pensa che siano sbagliate. In match che durano dai 45 ai 90 minuti questi rapporti sociali con persone sconosciute che si permettono di mancarti di rispetto o anche di sbagliare così tanto da rovinare il match e farti perdere (tempo ed energie) sono veramente frustranti e possono arrivare a rovinarti il divertimento. Il team di sviluppo di Blizzard DOTA ha preso a cuore sopratutto questa faccenda rendendo più immediato il gioco e quindi diminuendo la distanza tra un esperto di giochi MOBA ed un giocatore alla sua prima esperienza, come è stato possibile raggiungere questo obbiettivo? presto detto; rendendo i match più veloci rispetto alla media della durata degli altri titoli, si parla di match dai 20 ad i 30 minuti contro i 45/90 degli altri, e semplificando anche i gruppi delle classi, le abilità e gli attributi degli eroi.
Non per ultimo il sistema di last hitting è stato rivisto, il punteggio per l’uccisione di un nemico sarà basato su diversi fattori e non soltanto a vantaggio di chi sferrerà ad esso l’ultimo colpo, ossia solitamente le classi d’attacco. Il punteggio di un giocatore, o personal score, sarà basato anche sulle azioni svolte in base alla propria classe, una classe di supporto quindi non risulterà sempre la peggiore in campo solo perchè non uccide nessuno ma potrà essere anche la migliore se farà bene il suo dovere.
Tutte queste modifiche hanno lo scopo di calmare gli animi dei giocatori, che in titoli competitivi come i giochi MOBA tendono a scaldarsi molto facilmente, inoltre un sistema semplificato di gioco renderà veramente difficile per chiunque essere completamente niubbi e la cosa andrà a vantaggio del divertimento.

Vi aspetto con la seconda parte dell’anteprima di Blizzard DOTA, dedicata ad i campioni e le loro builds.